Caro Diario,
tutti si sentono più buoni in questi giorni.
Dicono che il Corona è come manna dal cielo. Con tutto il rispetto per le vittime eh, ma dicono che forse ci voleva per farci comprendere meglio delle cose che non avevamo ancora compreso.
Per esempio che siamo tutti fratelli, o almeno cugini. Che viviamo in una maniera sbagliata. Che abbiamo dato importanza alle cose sbagliate.
E tutti sembrano convinti che domani, nel fatidico “dopo Covid”, saremo diversi, tutto sarà diverso. Avremo imparato la lezione.
Lo dicono anche le pubblicità. Il Mulino Bianco è stato sostituito dall'altruismo.
Lo dicono anche le pubblicità. Il Mulino Bianco è stato sostituito dall'altruismo.
Magari sarò la solita bastian-contraria, ma io non ci credo, che avremo imparato la lezione.
Intanto non abbiamo nemmeno imparato dalla storia, perché guardando indietro vediamo tante altre pandemie anche peggiori di codesta, e pure tante altre catastrofi.
Anche quelle avrebbero dovuto indicarci le vere priorità e quindi favorire la nascita di un uomo diverso.
Ma non è accaduto, e il Sapiens sapiens è sempre lo stesso. Ma è normale che sia così.
L’uomo è un animale psichicamente molto evoluto e quindi complesso. Possiede alcune caratteristiche che sono precluse agli altri viventi; ad esempio la consapevolezza, e quindi anche la capacità di analisi e di meta-analisi, e l’astrazione. Il mondo delle idee. Insomma, la scienza e la filosofia e l’arte.
Tutto questo poggia però su di una struttura antica, che nasce ben prima dell’ominide, e di cui troviamo traccia negli altri mammiferi, e persino negli altri vertebrati. Il sistema nervoso, in stretta relazione con quello endocrino, e con tutto il resto del corpo.
Nel diventare meravigliosamente complesso il nostro sistema nervoso ha mantenuto comunque l’antica impalcatura. Ed è lì che ritroviamo le emozioni, gli “istinti”. Come l’istinto di sopravvivenza. Le emozioni nascono negli animali al servizio dell’istinto di sopravvivenza.
Ed essendo noi animali sociali curiamo la sopravvivenza personale ma anche quella sociale, perché sappiamo di non poter vivere da soli.
C’è una continua ricerca dell’equilibrio tra quello che conviene alla sopravvivenza dell’individuo e quello che conviene alla sopravvivenza della specie, e quindi della comunità. L’egoismo e l’altruismo.
Un equilibrio che non è mai stato facile, perché nella lotta per l’esistenza vince il più adatto, quello che trova la soluzione che risulta più conveniente a se stesso e al suo gruppo.
Ed è facile che alcuni individui dimentichino che a volte occorre mediare tra quello che conviene a me stesso con quello che conviene anche al gruppo, dato che devo necessariamente vivere nel gruppo.
La nostra società capitalista ha reso ancor più difficile tale equilibrio, vendendoci una felicità artefatta e proponendoci un individualismo fintamente etico, e delegando allo “stato” la protezione del gruppo.
Magari il Virus esalterà le caratteristiche di ciascuno. Chi già era una buona persona tenderà a migliorare. Gli onesti diventeranno più onesti, i generosi più generosi, i saggi più saggi. E gli stronzi diventeranno più stronzi, i ladri più ladri, e così via.
Abbiamo una sola speranza, ed è quella che la storia ci insegna: che le persone di “buona volontà”, ovvero i saggi, gli onesti, i buoni di cuore, eccetera, diventando ancora migliori, riescano a tirare altre persone dalla loro parte. Migliorando la cultura, la comunicazione, migliorando la società con il loro buon agire possano far comprendere che davvero da soli non si va da nessuna parte.
Andrà tutto bene.
Ma ci dobbiamo lavorare su. Magari un giorno, dopo tante epidemie, saremo davvero brave persone.
Lucia Vignolo
Lucia Vignolo


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