Caro diario,
forse dovrei dire caro anti diario, poiché mai come adesso sento la non necessità di scrivere un diario.
Le necessità sono altre.
È strano, sono un tipo contemplativo, potrei passare le mie giornata in meditazione.
Credevo che questa domiciliazione forzata avrebbe aumentato il tempo dedicato alla meditazione, invece no.
Un santo è venuto in mio aiuto.
Tranquilli, niente apparizioni, l'isolamento non mi ha condotto a tal punto. L'aiuto è venuto tramite un libro: I sermoni di Antonio da Padova, santo e dottore della Chiesa.
Si, l'isolamento conduce anche a tali letture. Lui dice, che Dio, in tempi di bisogno, sradica i contemplativi e li getta nel mondo dell'azione.
Trovo bellissimo il verbo "sradicare". Credo che ciò sia vero. Mi sento sradicato dalle mie meditazioni: ho voglia di agire, costruire, progettare per la rinascita. Ho trovato però pochi consensi. Molti contatti, tante lamentele, la voglia di vedere tutto dal proprio ego e roba simile.
Ho voglia di fare, pur se gli acciacchi alla schiena rendono gravose anche le incombenze domestiche più semplici. Faccio quel che posso, scrivo, studio, progetto per la rinascita, dò sessioni di sostegno filosofico gratuito... ma non si sfama il mio sradicamento.
Spero di trovare sostegno per le prossime azioni.
Straf.
lunedì 30 marzo 2020
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