quanti pensieri strani mi attraversano, e come ogni particolare si stacca nettamente dallo sfondo e si pone alla mia attenzione, al mio giudizio, costringendomi a valutare ciò che prima lasciavo scorrere nell’indifferenza…
Per esempio la Patria. L’Italia. La bella Italia. La retorica del Bel Paese. La lagna dei disfattisti che ne vedono sempre e solo i problemi. Il fanatismo degli esaltati che l’Italia è al di sopra di ogni altra nazione.
Ma quando si è in pericolo il bambino cerca la mamma, e nell’adulto il bambino affiora e cerca la Patria. Bandiere alle finestre, inno d’italia nei flashmob, cartoline web con i tesori dello stivale. Un senso di appartenenza ci pervade “da Trieste in giù” come cantava la Carrà dagli schermi nazionalpopolari di Canzonissima.
Abbiamo bisogno più che mai di sentirci uniti, appartenenti al gruppo. Abbiamo bisogno di una identità comune che ci faccia sentire famiglia, tutti fratelli sotto l’ombrello di mamma Patria. L’Italia.
E’ normale, ed è anche giusto. Il senso di appartenenza è un potente mezzo per risvegliare la solidarietà, e la solidarietà è fondamentale quando una comunità è in pericolo.
Mamma Europa si è dimostrata matrigna, e ogni popolo l’ha disconosciuta rifugiandosi tra le patrie gonnelle.
Io stessa mi sento da sempre molto “italiana” anche se “cittadina del modo”. Intendo dire che per la profonda adattabilità che mi contraddistingue penso che sarei felice di vivere anche in Groenlandia, e la troverei certamente bella, pur sentendomi però profondamente italiana. Un’italiana in Groenlandia. Magari ci scriverò un racconto.
E tuttavia mi infastidiscono un po’ tutte queste celebrazioni patrie che impazzano ora sui social.
Ma…
Ma vorrei proporvene una.
E’ un video datato 2017, e nel video c’è un italiano intelligente, Oscar Farinetti, quello che aveva capito che stavamo mangiando troppo in fretta e ci ha suggerito di rallentare un po’ che magari avremmo riassaporato il cibo e anche qualcos’altro.
Oscar ci racconta qui la nostra storia, che è anche la nostra ricchezza. Ogni uomo si deve guardare indietro per capire come andare avanti, ci dice Oscar citando Tonino Guerra.
Dobbiamo studiare la nostra storia, non solo la storia delle guerre e delle dominazioni che si sono succedute nello Stivale, ma la storia della scienza, delle scoperte, del cibo, dell’agricoltura, delle abitazioni, delle scuole, della musica e della pittura. Dobbiamo comprendere come i nostri avi hanno vissuto su questa penisola, fin da quando, cavernicoli ancora, hanno incontrato i Neanderthal scesi dalle foreste dell’attuale Francia e Germania, probabilmente unico incontro sul pianeta di due diverse specie di ominidi: il Neanderthal e il Sapiens sapiens.
E siccome dopo il Covid qualcosa dovremmo ricominciare (o almeno sarebbe opportuno che ricominciassimo), noi italiani potremmo ricominciare da tutto questo, da questa nostra ricchezza, da questa biodiversità totale di cui ci parla Oscar, ma non per gloriarcene e rimirarla e sperare che sia oggetto di invidia.
No. Dobbiamo partire da lì per riedificare un popolo, una Patria, che sia una cellula di un corpo più grande che si chiama Pianeta Terra.
Guardate il video, vi prego, e poi rileggete queste ultime righe… e poi insieme pensiamoci, al nostro futuro. Ecco, vi invito ad un flash mob: oggi tutti quelli che hanno avuto la pazienza di leggere questo post e guardare il video, tutti insieme, pensiamo al nostro futuro di Italiani e di Terresti. Di Europei non sappiamo ancora.
Ecco il link per il video: https://www.youtube.com/watch?v=X1U6L27KDp8
Ecco il link per il video: https://www.youtube.com/watch?v=X1U6L27KDp8
Lucia Vignolo

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