Caro diario, in questi giorni o meglio in queste notti la mente vaga in cerca di luoghi dai cari ricordi.
Ho sognato spesso Parigi e Torino.
In questa improbabile urbanistica onirica il lungo Po ed il lungo Senna si mischiano in passeggiate da sogno.
Al risveglio la mente non accetta il confino nella propria camera e continua a vagare nei ricordi.
La mente vaga quando da giovane cazzeggiavo a Parigi nutrendomi di letteratura e filosofia.
Ho avuto modo di apprezzare la filosofia francese, specie l'epistemologia, così diversa da quella anglosassone.
Il risveglio non si arrende e cerca nella libreria qualcosa che renda vivo il ricordo.
Ho pescato George Canguilhem.
Grande personaggio: studioso di biologa, filosofia e storia della scienza.
La sua rilettura mi porta drasticamente dall'oggi, in un modo tragicamente profetico.
Il normale, il patologico, il mostruoso temi delle sue analisi mi coinvolgono, caro diario.
Oggi, si dice che il virus sia "uscito" da un laboratorio oppure trasmesso dai pipistrelli, poco importa l'effetto è lo stesso, l'uomo emerge come creatura fragile, non separa ma contaminata dalla mostruosità.
L'animale o la manipolazione possono contaminarlo.
È come si reagisce a tale contaminazione? Con il controllo.
Ecco svelato il contatto da Canguilhem e Foucault. Tra il filosofo del mostruoso e quello del controllo dei corpi.
È chiaro dove stiamo andando.
Io, stanotte spero ancora di sognare una passeggiata a Parigi.
Straf.

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